L’anestesia prima degli interventi chirurgici fa sempre paura, ora potrebbe essere non più necessaria grazie all’intelligenza artificiale.
I progressi fatti dalla medicina negli ultimi anni sono evidenti a tutti, al punto tale che sono diverse le malattie che possono essere guarite più facilmente grazie alla diagnosi precoc. Per far sì che questo sia possibile è però importante sottoporsi alla prevenzione ed effettuare controlli costanti, a cui non ci si dovrebbe sottrarre per paura.
L’idea di dover fare un intervento chirurgico spaventa comunque praticamente tutti, anche chi è particolarmente coraggioso e sa bene come questo possa essere quasi di routine. I più ansiosi arrivano addirittura a temere possa esserci un errore medico decisivo, ma soprattutto di non risvegliarsi dall’anestesia.
I tempi sono cambiati, raramente ci si risveglia a distanza di ore dopo che ci si è sottoposti a uno o più interventi chirurgici, ma si cerca di fare in modo che la quantità di medicinale previsto per l’anestesia sia commisurata alla durata dell’operazione. Nonostante questo, si può arrivare a temere che qualcosa non vada per il verso giusto.
Anche questo scoglio potrà essere però presto superato grazie al supporto della tecnologia, che ha migliorato diversi ambiti della nostra vita. L’ospedale di Castrovillari, in provincia di Cosenza, è stato infatti uno dei primi a sperimentare un sistema davvero innovativo, ma che si sta rivelando efficace: l’inserimento di pacemaker e le coronografie, infatti, vengono eseguite attraverso quella che viene definita sedazione digitale.
In casi simili il paziente viene sedato attraverso l’ipnosi medica, così da ridurre le sensazioni di stress e ansia che spesso si avvertono in quel momento. Successivamente non è inoltre più necessario nemmeno imbottirsi di antidolorifici per calmare i sintomi, altro aspetto da non sottovalutare.
Pur essendo ancora agli inizi, la sedazione digitale applicata in sostituzione dell’anestesia si sta rivelando positiva, soprattutto perché permette di calmare sensazioni quali nausea, vomito e mal di testa che spesso si avvertono anche a distanza di ore dal risveglio. Il sistema cerca di unire l’uso di farmaci con la realtà virtuale attraverso l’uso di un visore.
Al paziente viene così chiesto di indossare il dispositivo, è in quel momento che verrà immerso in un ambiente tridimensionale digitale fatto di suoni e immagini ipnotiche. Inizierà a quel punto una fase di disorientamento spazio-temporale in cui potrà distrarsi e non avere dolore mentre i medici sono al lavoro.
Il disagio che normalmente sente chi si trova sul lettino è quindi minore, per questo potrà avere un ricordo positivo di un momento che in genere provoca solo terrore. Si ha inoltre modo di rendere il tutto ancora più personalizzato, scegliendo tra 8 universi visivi diversi, 8 ambienti musicali.
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