È uno degli indumenti da bagno che, specie in estate, maggiormente utilizziamo. Stiamo parlando dell’accappatoio e, su di esso, sono tante le domande che sorgono spontanee.
Una su tutte è quella di capire ogni quanto vanno cambiati. Sì, perché anche se non sembra, poiché accoglie il nostro corpo appena uscito dalla doccia, è un ricettacolo di batteri e germi. E quindi, cambiarlo spesso è un qualcosa di necessario.
Cambiarlo con frequenza e anche spesso. Perché quest’accortezza è anche un senso di salvaguardia per il nostro corpo quanto anche per l’ambiente bagno che ci circonda.
In estate ma, in realtà, in ogni momento dell’anno, lui diventa uno degli elementi e degli accessori da bagno che maggiormente usiamo. Lui, che accoglie il nostro corpo appena uscito dalla doccia, lavato e profumato: eppure, non sembra, ma l’accappatoio nell’insieme, rappresenta un ricettacolo di germi e batteri.
Sì, perché quando ci laviamo, anche solo semplicemente con l’atto di strofinarci con la spugna, facciamo sì che il nostro corpo si rigeneri e le cellule morte “cadano via” per lasciare spazio a quelle nuove. È il loro ciclo vitale. Ma dove vanno a finire queste cellule morte? Sì, proprio su asciugamani ed accappatoi.
Ecco che qui, arriva la domanda canonica: ogni quanto cambiare l’accappatoio? Molte volte è anche il microclima che si crea all’interno dell’accappatoio stesso che permette il proliferare di germi e batteri e ce ne accorgiamo quando, entrando in bagno, sentiamo un cattivo odore. Non si tratta solo dello scarico del bagno o della doccia, ma anche della stessa biancheria da bagno.
Per evitare proprio il proliferarsi della muffa, è necessario cambiare spesso ogni tipo di biancheria da bagno, accappatoio compreso. Con quale frequenza? Ovviamente, sta a discrezione delle singole persone. In generale, si può dire che gli asciugamani vanno cambiati, almeno, due volte a settimana, mentre quelli del bidet ancora con maggiore frequenza.
L’accappatoio, invece, ha un’accortezza in più. Una volta utilizzato, prima di essere riposto, deve asciugarsi completamente, proprio per evitare l’insorgenza di cattivi odori e, anche, di muffe. In condizioni di utilizzo normali, l’accappatoio dovrebbe essere lavato ogni dieci giorni, ma è bene procedere al lavaggio appena si avverte cattivo odore.
Da qui, un’altra domanda: come lavarli? Ovviamente in lavatrice, con un detergente delicato, ad una temperatura massima di 60° e, se si tratta di biancheria colorata, aggiungiamo anche un detersivo salvacolori. Lavarli sì ma, come qualsiasi altro elemento che si consuma, anche per quel che riguarda gli accappatoi, quando iniziano a sfilacciarsi, a fare i cosiddetti “pelucchi”, è un segnale che è arrivato il momento di cambiarli.
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