Pessime notizie per i lavoratori: a partire dal 2025, alcuni dipendenti vedranno il loro stipendio scendere inevitabilmente.
Le ultime notizie giunte dal Governo preoccupano i lavoratori. A quanto pare, nel 2025, alcuni dipendenti percepiranno uno stipendio più basso per via delle novità previste con la prossima Legge di Bilancio. Si mette male per determinate categorie, che dovranno fare i conti con il carovita ricevendo una busta paga più bassa. Ma di quali si tratta, nello specifico, e per quale motivo è stata presa una decisione simile?
L’Italia non sta vivendo un periodo semplice. Come nel resto del mondo, negli ultimi anni la situazione economica nostrana è andata incontro ad una crisi che fattori come la pandemia di Covid-19, prima, e i conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente, poi, hanno ampliato a livello internazionale. Molte famiglie, al giorno d’oggi, devono sopperire alle criticità causate dall’inflazione e dal caro vita.
Gli aiuti forniti dal Governo, tramite bonus e agevolazioni, hanno portato – almeno in parte – un po’ di sollievo per numerosi cittadini. Tuttavia, presto ci saranno cambiamenti decisivi: per il 2025, infatti, sono previsti tagli importanti e molte forme di sussidio non troveranno conferma. Ciò determinerà, tra le varie cose, una riduzione dello stipendio percepito da alcune categorie di lavoratori.
A dover risentire di una retribuzione più bassa saranno, in primis, i dipendenti che percepiscono una paga non oltre i 2.692 euro. Attualmente, questi ultimi possono beneficiare di uno sgravio che va a ridurre i contributi versati, portando ad un aumento della retribuzione che in certi casi può raggiungere i 100 euro al mese, per un totale di 1.200 euro annui.
Tale bonus, però, richiede lo stanziamento di 10 miliardi di euro da parte del Governo. E non è detto che, per il 2025, questo intenda confermare nuovamente l’incentivo – destinato a scadere il prossimo 31 dicembre. Nemmeno per le madri la situazione è rosea: il cosiddetto “bonus mamma” coinvolgerà le lavoratrici con due figli solamente per quest’anno; mentre coloro che hanno più di due figli potranno continuare a beneficiarne fino al 2026.
Lo sgravio riconosciuto alle madri, al momento, può arrivare a 250 euro al mese (con un importo massimo di 3.000 euro l’anno). Una perdita consistente nel caso in cui non dovesse essere confermato. Infine, anche all’IRPEF potrebbe spettare lo stesso destino: la seconda aliquota (che comprende i redditi tra i 15 mila e i 28 mila euro) potrebbe passare dal 23% al 25% dal prossimo anno. Tale agevolazione, infatti, richiede 4 miliardi di euro per la sua attuazione: soldi che il Governo potrebbe decidere di impiegare per altro.
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